Allerta hacker: controlla subito il tuo telefono e il computer se noti questi segnali

Negli ultimi mesi l’Italia è stata investita da una delle più gravi ondate di attacchi informatici della sua storia recente, con un incremento del 53% degli eventi cyber e migliaia di incidenti con impatti anche sulle infrastrutture essenziali. Questo scenario impone una riflessione profonda su come difendere i propri dispositivi, in particolare telefono e computer, diventati bersagli primari degli hacker. Le tecniche usate dai criminali digitali sono sempre più sofisticate e spesso si basano sullo sfruttamento di vulnerabilità ancora sconosciute o sull’ingenuità degli utenti, con conseguenze molto pericolose: dai furti d’identità alle estorsioni, dalla perdita di dati sensibili fino al blocco dei servizi digitali personali o professionali.

I segnali che non vanno mai sottovalutati

Molto spesso la prima linea di difesa consiste proprio nell’osservare i cambiamenti anomali nel funzionamento dei propri dispositivi. Riconoscere i segni di una compromissione oggi è fondamentale, sia per prevenire danni futuri sia per agire tempestivamente.

  • La batteria si consuma rapidamente: se il telefono o il laptop perdono autonomia in modo anomalo, anche dopo una ricarica completa, potrebbe essere il segnale che un malware sta lavorando in background. Questi software malevoli spesso eseguono processi nascosti che richiedono energia continua.
  • Picchi inspiegabili nell’utilizzo dei dati: soprattutto sui telefoni cellulari, un improvviso aumento del traffico dati è spesso indice di un programma che trasferisce informazioni dal dispositivo verso server remoti controllati dagli hacker.
  • Messaggi sospetti inviati ai tuoi contatti: se amici o familiari ricevono da te comunicazioni che non hai mai inviato, è molto probabile che il dispositivo sia stato infettato da un malware che tenta di propagarsi.
  • Surriscaldamento e rallentamenti: la presenza di virus, spyware o trojan può causare un abbassamento delle prestazioni e un surriscaldamento anomalo, dovuto a processi non autorizzati che consumano memoria e potenza di calcolo.
  • Presenza di applicazioni sconosciute: se compaiono app che non hai mai scaricato o autorizzato, potrebbe trattarsi di software installato da hacker per prendere il controllo del dispositivo o rubare dati personali.
  • Bollette telefoniche troppo elevate: alcune minacce hanno un impatto anche sui costi, provocando traffico verso numeri premium o l’invio di dati non autorizzati.

Ognuno di questi segnali può essere un campanello d’allarme. L’esperienza degli esperti di cybersicurezza suggerisce di non relegare mai queste anomalie a semplici problemi tecnici o casualità, ma di indagarne subito la causa reale.

Il contesto italiano: escalation e allerta

Secondo il report dell’Agenzia nazionale per la cybersicurezza, il 2025 ha visto l’Italia al centro di una vera e propria tempesta cibernetica, con oltre 433 attacchi rilevati in un solo mese e più di 6.400 allerte inviate ad aziende, enti pubblici e privati. Gli eventi sono raddoppiati rispetto all’anno precedente, con una crescita esponenziale delle minacce più distruttive come ransomware, attacchi DDoS e massicce campagne di phishing.

In questo quadro, anche i comuni cittadini sono diventati vittime degli hacker, non più solo le grandi imprese o la pubblica amministrazione. I criminali digitali sfruttano ogni opportunità, propagando le infezioni attraverso email false, siti contraffatti, applicazioni ingannevoli e vulnerabilità nei sistemi operativi. Le tecniche di social engineering e la capacità di sfruttare la disattenzione degli utenti sono oggi al centro delle strategie offensive, spingendo sempre di più alla necessità di formazione e consapevolezza diffusa.

Come proteggere subito telefono e computer

Identificare tempestivamente una minaccia è il primo passo, ma per ridurre concretamente i rischi è fondamentale adottare alcune precauzioni immediatamente. Gli esperti di sicurezza consigliano una serie di azioni semplici ma efficaci, che ogni utente dovrebbe integrare nella propria routine digitale:

  • Aggiorna sempre il sistema operativo e tutte le applicazioni: molte violazioni sfruttano bug per cui esistono già patch correttive, ma non vengono applicate per negligenza.
  • Installa un software antivirus affidabile e tienilo aggiornato: la presenza di un sistema proattivo di analisi delle minacce è fondamentale, sia su PC che su dispositivi mobili.
  • Utilizza password robuste, uniche per ciascun servizio, e cambia periodicamente le credenziali di accesso.
  • Attiva l’autenticazione a due fattori ogni volta che è disponibile, specialmente per servizi legati alla posta elettronica, ai social e al proprio home banking.
  • Evita di cliccare su link sospetti ricevuti via email, messaggi istantanei o social. Anche un solo clic può compromettere il dispositivo.
  • Monitora regolarmente le app installate e disinstalla immediatamente tutto ciò che non riconosci o risulta superfluo.
  • Effettua backup regolari dei dati importanti, preferibilmente offline o su piattaforme sicure di cloud storage.

In caso di segnalazione di anomalie, è basilare non ignorare il problema, ma eseguire subito una scansione del dispositivo, isolare la rete, cambiare le password e, se necessario, contattare un tecnico esperto o le autorità competenti.

L’inganno digitale: come agiscono gli hacker moderni

Gli attacchi cyber, oggi, si manifestano con una varietà prima sconosciuta di tecniche e strategie. Dai malware polimorfici ai ransomware evoluti, dagli script automatizzati agli strumenti di intrusione guidati dall’Intelligenza Artificiale, ogni giorno emerge una nuova minaccia. Gli hacker tendono a colpire in modo mirato, spesso dopo aver raccolto informazioni sulle proprie vittime, sfruttando i cosiddetti “zero day”, cioè vulnerabilità ignote anche agli sviluppatori.

I principali vettori di attacco nel 2025

  • Email di phishing: simulano comunicazioni ufficiali e inducono l’utente a cliccare su link dannosi o scaricare allegati malevoli. Spesso sono molto convincenti e personalizzate.
  • Malware da app non ufficiali: moltissime minacce si diffondono tramite app scaricate fuori dai marketplace controllati.
  • Truffe via SMS: messaggi che invitano a fornire dati personali o a visitare siti fraudolenti.
  • Attacchi diretti tramite rete Wi-Fi insicura: la connessione a reti pubbliche senza protezione espone il dispositivo ad intercettazioni dei dati.
  • Social engineering: l’inganno psicologico resta una delle armi migliori degli hacker per convincere le persone a rivelare password e dati sensibili.

Per questo motivo, la formazione costante e il rafforzamento delle misure di cybersicurezza sono gli strumenti più efficaci, come sottolineano le autorità competenti, che a livello nazionale puntano sempre di più sulle risorse umane preparate, l’uso dell’AI e normative all’avanguardia.

Rimanere informati, aggiornare i dispositivi, difendere i propri dati e non sottovalutare alcun segnale sospetto sono oggi le basi per evitare di diventare vittime di un attacco hacker, in un panorama sempre più insidioso. Prestare attenzione ai dettagli può fare la differenza tra sicurezza e esposizione a gravi rischi digitali.

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