All’interno di ogni abitazione, milioni di acari si annidano silenziosamente, invisibili a occhio nudo ma onnipresenti. Questi minuscoli artropodi, erroneamente percepiti come esclusivo problema delle case trascurate, in realtà sono ospiti quasi inevitabili, grazie alla loro capacità di sfruttare moltissimi anfratti e superfici dove si accumulano polvere e umidità. Il loro habitat naturale varia dal terreno tra detriti vegetali fino alle tane di animali, ma le condizioni domestiche offrono ambienti perfetti per la loro proliferazione: temperatura costante tra i 20 e i 25°C, umidità superiore al 60% e una continua disponibilità di sostanze organiche di cui nutrirsi, in particolare le micro-frammentazioni di pelle umana e animale.
Dove si annidano gli acari nelle case
I principali ambienti e oggetti dove gli acari della polvere si concentrano sono incredibilmente comuni e spesso insospettati:
- Materassi e cuscini: Il calore corporeo e l’umidità del respiro creano il microclima ideale per la loro crescita. Un singolo materasso può contenere milioni di acari, i quali banchettano indisturbati con le scaglie di pelle che si depositano ogni notte.
- Biancheria da letto e trapunte: Le fibre tessili trattengono polvere e umidità, formando substrati perfetti per il loro insediamento. Senza lavaggi frequenti ad alte temperature, la biancheria si trasforma in una colonia attiva di acari.
- Tappeti, moquette e tende: In particolare, i tappeti a pelo lungo e le moquette sono tra i principali serbatoi. Le trame intrappolano le particelle organiche e gli acari vi si rifugiano, protetti dalla difficoltà di pulizia meccanica approfondita.
- Divani e poltrone imbottite: Gli arredi in tessuto raccolgono polvere, sudore e cellule morte. Gli acari prosperano nelle loro imbottiture, specialmente se queste vengono pulite solo superficialmente.
- Fessure, battiscopa e angoli nascosti: Ogni intercapedine che sfugge alla pulizia routinaria può diventare un nascondiglio d’elezione per gli acari e le loro uova, permettendo loro di sopravvivere indisturbati anche a mesi di distanza dall’ultima presenza umana.
Oltre agli acari della polvere più conosciuti, esistono specie strettamente collegate ad animali, come l’acaro rosso del pollo (Dermanyssus gallinae), che, se introdotto accidentalmente in casa tramite abiti o presenza di piccioni e altri volatili, è in grado addirittura di attaccare temporaneamente l’uomo e rifugiarsi in fessure, prese elettriche, dietro quadri e mobili, mostrando una notevole capacità di adattamento e mimetismo.
Perché gli acari sono difficili da eliminare
La microscopica dimensione degli acari, generalmente inferiore a un millimetro, ne rende particolarmente ardua l’individuazione a occhio nudo. Questa caratteristica permette loro di penetrare a fondo nelle fibre dei tessuti, infiltrarsi all’interno delle imbottiture e insinuarsi persino all’interno di strutture porose come i materassi o le trapunte.
I cicli vitali degli acari sono rapidi e efficienti: in condizioni favorevoli, la popolazione può raddoppiare in poche settimane. L’ambiente domestico offre loro tutto ciò di cui necessitano: cibo costante sotto forma di cheratina, muffe, particelle organiche e, in particolari condizioni, anche liquidi dalle superfici umide. Gli acari non si nutrono solo di polvere, ma anche delle muffe che proliferano negli strati più profondi di tappeti o materassi, accentuando la difficoltà di eradicarli completamente.
La loro presenza è pressoché ineliminabile; al massimo può essere drasticamente ridotta attraverso una serie di accorgimenti sistematici e continui che mirano soprattutto a togliere loro l’habitat ideale e a eliminare in profondità i depositi di polvere organica.
L’impatto degli acari sulla salute
L’elemento più preoccupante della colonizzazione degli acari nelle case sta nei loro effetti sulla salute umana, in particolare per soggetti predisposti. Gli acari non mordono né pungono, ma i loro escrementi e i frammenti dei loro esoscheletri rappresentano una delle principali fonti di allergeni presenti negli ambienti chiusi.
Inalando queste particelle microscopiche, molte persone sviluppano allergie respiratorie che si manifestano come rinite, congiuntivite, asma bronchiale e dermatiti atopiche. Si stima che una quota significativa dei casi di asma e allergie croniche sia direttamente correlata alla presenza di acari della polvere. I sintomi sono spesso più acuti in camera da letto, dato che è proprio questo uno dei territori di insediamento preferiti dagli acari.
Anche altre specie, come l’acaro rosso del pollo, possono infestare temporaneamente gli ambienti domestici, provocando fastidi cutanei e irritazioni specie negli individui sensibili
- Sintomi di allergia agli acari: starnuti frequenti, prurito agli occhi, congestione nasale, senso di oppressione toracica, tosse secca e difficoltà respiratorie notturne;
- Sintomi da contatto diretto con acari parassiti: arrossamento cutaneo, prurito intenso, eruzioni localizzate, soprattutto dopo il sonno o il contatto con tessuti infestati.
Prevenzione e riduzione della presenza degli acari
Vista la difficoltà nell’eliminare del tutto gli acari, le strategie più efficaci puntano a ridurre drasticamente la loro popolazione e a limitare l’accumulo di polveri e umidità. Alcuni accorgimenti sono ormai considerati standard nella lotta quotidiana agli acari:
- Pulizia accurata e frequente usando aspirapolvere dotati di filtri HEPA, in grado di intrappolare anche le particelle più microscopiche;
- Lavaggio della biancheria da letto e delle federe dei cuscini almeno una volta a settimana a temperature superiori a 60°C;
- Utilizzo di coprimaterassi e copricuscini antiacaro, in tessuti studiati per impedire l’insediamento e la fuoriuscita di particelle allergeniche;
- Limitare l’uso di tappeti, moquette e tendaggi pesanti, prediligendo superfici facilmente lavabili e asciutte;
- Areare quotidianamente gli ambienti, in particolare dopo attività che incrementano l’umidità come la doccia, la cottura dei cibi o il bucato steso in casa;
- Utilizzo di deumidificatori o condizionatori d’aria, per mantenere un’umidità relativa intorno al 50%;
- Trattamenti specifici con spray e polveri antiacaro, che penetrano in profondità nei tessuti e nelle imbottiture, garantendo un effetto residuale piuttosto prolungato.
In aree difficili o in caso di gravi infestazioni, l’uso di prodotti microincapsulati a rilascio graduale può offrire una protezione a lungo termine, aggiungendo un ulteriore livello di sicurezza per soggetti allergici o particolarmente sensibili.
Resta fondamentale la consapevolezza che la presenza degli acari rappresenta una costante delle nostre abitazioni, minacciando soprattutto chi soffre di allergie o patologie respiratorie. Solo un’attenta igienizzazione periodica e la rimozione delle principali fonti di accumulo di polveri e umidità consentono di tenere sotto controllo la popolazione di questi minuscoli, ma potenti, coinquilini. Approfondimenti tecnici e ulteriori informazioni scientifiche sulle allergie agli acari sono disponibili sulle fonti specializzate e nelle pubblicazioni di settore.